08/11/2009
La terra dei cachi
Interrompo un lungo periodo di silenzio dovuto ad una tesi da finire in tempo record per affrontare una questione che ha risvegliato le coscienze degli italiani: il crocifisso nelle scuole.
Io lo dico sempre: quando la Corte Europea emette certe sentenze, beh ecco…io spero che l’Europa ci invada al più presto. Peccato non sia possibile.
Premetto che se c’è una figura storica(e dico storica perché sembra ci siano prove della sua reale esistenza) da ammirare, per me è proprio quella di Gesù Cristo: libero pensatore sacrificatosi per il bene dell’umanità e per trasmetterle un messaggio di amore universale. Un uomo vero.
Detto questo il discorso è molto semplice: una cittadina italiana di origini finlandesi (e non a caso, verrebbe da pensare!) ha fatto ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo perché non riteneva giusta la presenza del crocifisso nelle scuole. Ecco, a quel punto la questione è di un’ovvietà imbarazzante: si guarda alla Costituzione del paese in questione, alla sua giurisprudenza e a quella europea, si legge che l’Italia è un paese LAICO, si fa 2+2 e se ne deduce che i simboli religiosi vanno tenuti fuori dalle aule scolastiche.
E’ talmente elementare che persino La Russa potrebbe arrivarci. Con un po’ d’impegno, s’intende.
A proposito di La Russa: quel fine esponente del popolo delle libertà ha dichiarato testualmente a La vita in diretta “possono morire, ma il crocifisso resterà in tutte le aule delle scuole”, il che, detto a proposito di un simbolo che raffigura un uomo morto ammazzato e inchiodato vivo alla croce, è una galanteria a cui non arriverei nemmeno io che non ho un briciolo di fede. Non sono abbastanza cattolica.
L’Italia è un paese LAICO, no ateo; il concetto è un tantino diverso, quindi che la piantassero sia di urlare a destra e a manca che L’Europa ci vuole non credenti, sia di sventolare ai quattro venti lo stendardo del Cattolicesimo come tradizione, che la tradizione non c’entra una beata mazza: la sagra del baccalà al mio paese è tradizione. La religione semmai è parte integrante dell’identità culturale italiana, ed è proprio per questo che nelle scuole si studia l’arte di Piero della Francesca e Michelangelo, la filosofia di Sant’Agostino e la Divina Provvidenza di Manzoni solo per citarne alcuni. Certo, questo fin quando potremo mandarceli i figli a scuola.
Nessuno ci ha impedito di andare in Chiesa, far frequentare il catechismo ai bambini e pregare: l’Europa non è mica comunista. Visto però che i Patti Lateranensi li ha firmati Mussolini, che potere teocratico e temporale sono considerati indipendenti dalla notte dei tempi, e che nel frattempo è intervenuta quella insignificante cosa chiamata secolarizzazione, sarebbe pure ora di capire che in Italia formalmente non c’è una religione di Stato, ragion per cui, essendo la scuola di tutti, il crocifisso ce lo appendiamo dentro casa nostra. Oppure mandiamo i figli nelle scuole private.
La religione non è “tradizione”; è culto, è DOGMA, ed infatti strumentalizzando il crocifisso abbiamo colonizzato l’Africa, sterminato gli Indios, fatto le Crociate, perseguitato gli Ebrei fino alla deportazione e rimpinguato le casse del Vaticano con l’8 per mille. Se giornalisti e politici utilizzassero il termine “religione” anziché “tradizione” la sentenza europea sarebbe chiara a tutti. Molto meglio invece mescolarla ad hoc con la proposta dell’ora di religione islamica con cui non ha niente a che vedere visto che la richiesta è stata fatta alla Corte Europea da una cittadina italiana. Fosse per me, comunque,né l’una né l’altra, ma un’ora aggiuntiva di storia così magari certe dinamiche, anche religiose, le capiamo sul serio.
Facciamola finita con i gruppi su Facebook che inneggiano alla necessità di doversi adattare alle usanze del posto in cui si risiede. Ce n’è uno particolarmente idiota la cui presentazione sostiene che se vado in Inghilterra devo guidare a destra, per cui lo faccio. Direbbe Luttazzi: cazzata o stronzata? Risponde la sottoscritta: cazzata, ma cazzata interessante perché, manco a farlo apposta, mette sullo stesso piano livello legislativo e livello spirituale. Il Vaticano ringrazia.
Se a Londra guido a sinistra mi schianto contro qualcuno e crepo, quindi il rispetto dell’usanza altro non è che osservanza della legge, e se lo faccio è per la mia sicurezza, stop.
Non esiste alcuna legge che imponga una confessione a qualsiasi cittadino residente in Italia; se uno straniero non è clandestino è autorizzato a stare sul suolo italico tanto quanto me e ad osservare il credo che vuole perché è in uno stato LAICO. Se nei paesi arabi dobbiamo indossare il velo è perché lì lo stato è confessionale, tutto qui. Di solito chi è più democratico lo dimostra.
Non c’è nessun adeguamento in discussione, solo rispetto reciproco. Rispetto da cui il mediocre ragionamento “se non gli sta bene che se ne tornassero a casa loro” è escluso in quanto atteggiamento da bulletto del quartiere(che tanto deprechiamo nei ragazzini però!): è un marcare il territorio tipico degli animali. A questo punto lancio una proposta: pisciata collettiva lungo le Alpi. Suvvia, siamo avvantaggiati; ci vuole poco, negli altri tre quarti dei confini c’è il mare!
Quello che mi fa imbestialire di questo acceso dibattito crocifisso si/crocifisso no è il qualunquismo dilagante, e cioè quelli che dicono che c’è sempre stato e non dava fastidio a nessuno. Embè? Non significa che non debba arrivare il momento di cambiare. Questa è paraculaggine spacciata per equidistanza.
A nessuno gliene fregava una cippa del crocifisso, solo che poi qualcuno l’ha messo in discussione e ci siamo sentiti attaccati nel nostro piccolo mondo;molto più semplice prendersela con quegli stronzi che c’hanno messo faccia a faccia con le nostre debolezze piuttosto che riconoscere il provincialismo che ci immobilizza.
Ce li voglio proprio vedere tutti questi ferventi riscopritori delle meraviglie del cattolicesimo ad andare in chiesa ogni domenica mattina, a porgere l’altra guancia, a non rubare, a non bestemmiare e a non divorziare. E soprattutto: a non trombare fino al giorno del matrimonio.
Ps. per inciso: Bersani ha già fatto capire dove andrà a parare il nuovo PD, e cioè da nessuna parte. Brutta cosa l’eterogeneità tra destra e “sinistra”?
17:33
Scritto da : airens2604
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17/12/2008
Lettera a Babbo Natale

Visto che farmi il mazzo sui libri negli ultimi anni non mi è servito per prendere una misera triennale in tempi decenti perché puntualmente all’ultimo momento ricompare quel rompicoglioni di cavillo burocratico a rimandarmi la sessione di laurea,e visto che il mio scivolare ogni giorno di più in un ateismo di comodo mi permette si di fare la nichilista scojonata senza sentirmi(come invece sarebbe giusto)minimamente in colpa,ma non di prendermela col Supremo che tutto puote,io gioco l’ultima carta:
Caro Babbo Natale,
chi ti scrive è una tizia un po’ cresciuta ma sotto certi aspetti bimba dentro,per cui spero tanto che leggerai la mia lettera.
So che una sola notte passa in fretta e tu di case da visitare ne hai tante,ma questa è divenuta ormai questione di vita o di morte,o almeno lo è per i miei fragili nervi,già messi duramente alla prova nei mesi scorsi.
Non sto per chiederti nessun regalo materiale,vorrei invece che tu recapitassi nell’abitazione del mio preside di facoltà un biglietto con la seguente dicitura:
porca paletta,me facete laureà scine o no?!?
In calce al biglietto provvederò a disegnare l’apposito teschio di circostanza.
Perdonami se mi produco in una lingua a te incomprensibile,ma è l’unica che mi permetta di esprimere il mio lato da camionista al meglio. Sono certa che capirai.
In attesa del momento giusto per sfoderare l’urlo delle grandi calamità,ripongo le mie speranze in te.
Irene
Ps.Poi certo,se quando tornerai in Lapponia volessi portarti dietro Gasparri,Bocchino e Cicchitto come compagnia per il viaggio di ritorno, non mi dispiacerebbe affatto. Anzi,tieniteli proprio; ce li vedrei bene come elfi aiutanti per i Natali a venire.
16:41
Scritto da : airens2604
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02/12/2008
Buoni propositi natalizi

Dicembre è appena iniziato.
Stavolta ho deciso di non aspettare il 2009 e anticipare la storia dei buoni propositi,per cui lo dico sin da ora:
il primo parente/conoscente/amico/fruttivendolo/porchettaro che a Natale mi chiede se ho il ragazzo e alla mia risposta negativa infierisce con il solito:”Una ragazza come te…NON E’ POSSIBILE!”e non pago continua a mettere il dito nella piaga con l’altrettanto classico:”Ma nemmeno qualcuno che ti viene dietro?”,io lo mando direttamente affanculo.
Sogno questa scena da anni.
11:42
Scritto da : airens2604
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24/10/2008
Scuola Spa(cciata)
Si sapeva che prima o poi ci si sarebbe dovuti occupare dell’argomento. Il momento è arrivato.
Ebbene:la riforma Gelmini fa schifo,oh.
Quando si riteneva che ormai intelletto umano non potesse più concepire il peggio,laddove non hanno osato le aquile,è arrivata lei:la luminosa Stella della corte del re Sòle.
Chi scrive non ce l’ha in maniera particolare con la Gelmini ,sia chiaro:a parità di inettitudine,politicamente parlando,da queste parti si preferisce la Carfagna che almeno è un caso umano quantomeno interessante.
Il problema non è il voto in condotta,come non lo sono i grembiuli. Danno un’idea di omologazione e inquadramento? Suvvia,ma se c’hai le televisioni e i giornali,che te ne fai di un misero grembiulino?Niente,appunto.
Sarebbe comunque il caso di non darli certi suggerimenti:non si sa mai.
Il problema è che a parere della sottoscritta questa riforma è anacronistica ed elitaria.
Anacronistica perché propone un modello di scuola,nella forma del maestro unico,proprio di una vecchia generazione che nulla ha a che fare con quella dei bambini moderni,né con i progressi fatti dal corso degli studi primari negli anni. La società è cambiata:quel modello di maestro è ora poco credibile. Ma lo sa la stella di corte che in Italia abbiamo psicologi e sociologi in abbondanza?Ecco:prendere appunti,please. E tornare in classe al raggiungimento del sei. Tenchiù.
Inoltre i maestri ora sono specializzati:reintrodurne uno unico,oltre ai licenziamenti,significa far si che chiunque debba occuparsi di materie che non gli competono,abbassando così notevolmente la qualità dell’insegnamento che si avrebbe invece con i 3 maestri.
E che non cerchino di farci fessi confondendo l’unicità con l’autorevolezza:sono piani distinti,e se ci arriva Mariastella a capirlo(altrimenti i media non dedicherebbero tanta premura alla balla), c’arriviamo pure noi. Popolo di elettori dodicenni forse si,ma deficienti proprio no.
E’ elitaria perché non prevede il tempo pieno:quegli stessi bambini che ne usufruivano dove staranno mentre i genitori lavorano?Prima opzione:con la baby sitter.Seconda opzione: in qualche doposcuola gestito da cooperative private. Terza opzione: con la madre che non potendo pagare nè l’una né l’altra,ha scelto di starsene a casa a fare la calza in onore alla causa delle Pari Opportunità..
Ma non bisogna pensare male,Mariastella è solo generosa:lei in pratica fornisce materiale su cui lavorare alla collega Mara che non spara cazzate da qualche settimana e probabilmente si starà annoiando.
Certo,il ragionevole dubbio che non sappia nemmeno lei quello che ha firmato ci si insinua prepotentemente nella testa dato che le ore settimanali di scuola saranno 24 ma,assicura lei,il tempo pieno non verrà abolito. Allora i casi sono 2:o il tempo pieno è compreso nelle 24 ore o ci stai pigghiando po’ o culo. Qui,manco a farlo apposta,si propende per la seconda.
E comunque i conti non tornano. Ricapitolando:un maestro assunto ogni 5 licenziati e di conseguenza,ovviamente,classi più numerose. Nella remota ipotesi che ci si possa fidare della parola della Gelmini e che il tempo pieno non venisse sospeso,chi se ne occuperà?Sempre quel solito povero cristo unico?
Ma allora diciamolo:gli italiani sono troppi,bisogna farne fuori qualcuno. Cominciamo con la categoria degli insegnanti:gli affibbiamo una classe di circa 30 belve umane per 8 ore al giorno e li induciamo al suicidio. Gli altri invece li licenziamo direttamente così senza lavoro e l’aumento dei prezzi sono pure loro nella merda e state sicuri che più di tanto non campano. Basta essere chiari.
A mio parere,fondamentalmente non siamo davanti ad una riforma,ma ad un semplice,brutale colpo mortale ai fondi del floridissimo sistema scolastico italiano che quando va bene c’ha le scuole senza palestra e i cancellini centellinati.
Molti sostengono che “Beh,da qualche parte bisogna pur tagliare”;bene,allora iniziate voi a dare il vostro contributo al bene comune:tagliatevi le palle.
Pardon pour la finesse ma quanno ce vò ce vò,e che cavolo. Che tagliassero sui lussi,non sulla scuola. I parlamentari potrebbero iniziare a dare il buon esempio prendendo i voli di linea,riducendosi gli stipendi e andando di meno a mignotte altolocate.
Mica per altro eh,ma in un Paese in cui chi suona alle Terme di Caracalla prende il risarcimento per “disagiata sede”,proprio noi cittadini comuni ci dobbiamo rimettere posti di lavoro,quindi soldi, e istruzione?Ora,vabbè che quasi per metà siamo un popolo di coglioni ma insomma, che c’abbiamo lo spazio banconote del portafoglio con le pelli attaccate ce ne accorgiamo lo stesso.
Per quanto riguarda le Università,l’art16 della L 133/2008 le riduce praticamente in aziende:potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Il pubblico diventa privato con “autonomia gestionale, organizzativa e contabile”,gli atti di trasformazione esenti da tasse. Non è difficile prevedere che le tasse universitarie,al contrario, lieviteranno e lo studio tornerà ad essere per chi se lo può permettere(più di quanto non lo sia oggi) . E la ricerca?Anche qui non è difficile prevedere che saranno mandati avanti gli interessi del proprietario ed incentivate le facoltà che producono più utili.
Questa sarebbe la risposta della Gelmini ai problemi del sistema scolastico italiano?No;infatti è quella di Tremonti. La scuola è malata?Finiamola del tutto e buonanotte!Amen.
Loro ad un depresso gli direbbero:”Vuoi un consiglio per non sentirti a terra?Impiccati.”
Io comunque attendo ancora che qualche mente sopraffina ci chiarisca un punto fondamentale riguardo ‘sto benedetto DECRETO LEGGE(DL 112/2008,poi divenuto L 133/2008),e cioè: qual era la straordinaria necessità e urgenza di mandare la scuola italiana a puttane?Così,per sapere. Per s-coglionarmi.
16:00
Scritto da : airens2604
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05/07/2008
Blogger life: una delle 3 a scelta
Per amor di verità tocca ammettere che far saltare i nervi alla sottoscritta non sia poi così difficile, ma la reazione generalmente è quella di una persona civile aperta al confronto disarmato.
Chi invece voglia assistere ad una scena madre simile a quella di Emilio Fede quando gli infidi della sua redazione mandarono sullo schermo dietro di lui l’immagine di Saddam al posto di quella di Berlusconi,non ha che da pronunciare una delle magiche frasi:
1)Tu non puoi capire
2)Da te non me l’aspettavo
3)Dovresti essere felice per me
Certo,io non potrò inveire dicendo:”Ah,maledetti…Ve lo do io il sindacato!”,ma l’effetto sclero sarà lo stesso:fuori dai Maroni!
Patti chiari,amicizia lunga:se pensi che tanto non posso capire,perché caspita mi stai ammorbando con i cavoli tuoi?Cosa ti fa ritenere che io possa essere interessata se secondo te sono una causa persa in partenza e non ci arrivo a prescindere?
I casi sono due:o protagonismo da parte tua o stizza,visto che in genere succede sempre dopo aver contraddetto qualcuno. Ma allora vatti a cercare chi può capire così voi vi ascoltate l’un l’altro compiaciuti e io vengo risparmiata dal tentativo di illuminazione da parte di comune mortale.
Certo,ci sarebbe anche il caso 3,cioè l’opzione per cui io non capisco ma sono l’unica fessa che ti dà retta,ma lasciamo correre.
Se a quelli del “Tu non puoi capire” il gentile invio nel famoso posto ameno che tutti noi conosciamo,in occasioni eccezionali di particolare bontà da parte di chi scrive,può anche essere risparmiato,quelli del “Da te non me l’aspettavo” finiscono mandati nell’idilliaco paesello seduta stante.
Quella frase deve essere stata studiata con l’apposito scopo di far sentire immediatamente in colpa chi se la sente rivolgere nello stesso identico istante in cui viene pronunciata. I moralizzatori dell’ultima ora idealizzano una persona,la vedono come la vogliono vedere,non come è realmente,e appena quella sgarra…ta-daa!Colpo mortale inferto in un nanosecondo.
A parte che mi devi spiegare sulla base di cosa cacchio mi immagini con l’aureola sulla testa,ma aò,e che devo essere perfetta perché tu te ne sei convinto/a da solo/a?Me lo vuoi permettere un margine di stronzate consentite?Grazie.
Identikit di chi pronuncia il “Dovresti essere felice per me”:quasi sempre donna,età dai 20 in su,appena fidanzata con un energumero poco raccomandabile.
In genere la furbona in questione non ha ancora capito che l’amica è sincera,il ragazzo invece sta solo facendo lo splendido per convincerla che è cambiato, ma a breve tornerà a mostrare la sua vera faccia facendole versare litri di lacrime. L’amica tende ad autotutelarsi,a preservare la propria specie,mettendola in guardia:sa benissimo che se le cose vanno male,spetterà a lei sorbirsi le pene d’amor perdute dell’altra. E con l’aggravante di non poterle nemmeno ricordare trionfante:”Te l’avevo detto”.
Di solito va a finire che la neo fidanzata,rincoglionita dall’amore che le fa vedere tutto a cuoricini,pensi che l’altra sia invidiosa della sua felicità.
Guarda tu le coincidenze,un paio di sere fa da queste parti c’è stato un diverbio con una ragazza che rientra nell’identikit di cui sopra. Il lui del caso è un farfallone che gliene ha fatte passare di tutti i colori(un esempio tra tanti:l’ha lasciata per sms)ma poi,a mesi alterni,quando non aveva nessun’altra,tornava promettendo mari,monti,prosciutti,ricchi premi e cotillon ed implorando perdono perché era un periodo difficile,perché adesso era cambiato,perché voleva solo lei. Di balla in balla,la mia amica s’è fatta fregare per due anni perché lei,che a differenza mia,povera stella, può capire,ci crede che si cambia in due mesi. Le resta però da spiegarmi perché questo tizio dovrebbe compiere uno sforzo così grande visto che facendo lo stronzo gli è andata sempre di lusso. Mistero la cui comprensione è riservata solo a chi può capire.
Ora,lei sa benissimo qual è la mia opinione sul tanto desiderato mister x e mi dice che dovrei essere contenta?!?Ma di cosa?Che la userà di nuovo come zerbino?Ma che razza di amica sarei se facessi i salti di gioia?Ma non faceva prima a chiedermi di portarla per culo?
Ciliegina sulla torta:dopo avermi chiesto(l’anno scorso)di andare insieme in Sardegna,con cosa se ne esce? Con “non è detto che non ci andiamo più,se mister x non va con gli amici in vacanza,noi andiamo in Sardegna”. Qua i conti non tornano:cara mia,capisco che stai euforica,ma se per farti gli affaracci tuoi mandi a monte i miei,io non rispondo più delle mie azioni. Onestamente parlando,me ne frega più dei cavoli miei che dei tuoi. Tra l’altro…e me lo dici tramite messaggio? Dio li fa e poi li accoppia.
Ecco,a lei questo passaggio elementare non è chiaro. Però io non mi dovevo arrabbiare; secondo lei io sono furiosa perché si è rimessa con mister x,manco fossi la madre. Non è che la sua mente partorisce la geniale intuizione che a sentirsi,in fondo,in colpa per esserci ricascata è lei e proietta su di me. No,per carità,facciamogli prendere aria al cervello,non lo mettiamo troppo sotto sforzo.
Che tristezza quando chi ti dovrebbe conoscere ti dimostra che non ha ancora capito niente di te.
Io già mister x lo sopporto ancora meno di prima;lo so che il beneficio del dubbio si concede a tutti,ma è proprio perché glielo concedo che dubito fortemente! A mandarmi in visibilio è l’idea di passarci il sabato sera insieme:quello al massimo è tipo da passarci sopra con la macchina.
Se non altro potrà spiegarmi perché invece di lasciarla in estate,come fanno tutti, ha avuto la brillante idea di mettercisi insieme. Non un periodo a caso,ma l’unico in cui sto a casa per tanti giorni di seguito.
Così,giusto per rovinarmi agosto il tanto che basta.
22:40
Scritto da : airens2604
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21/04/2008
Uff
Sto coso non collabora: non riesco a pubblicare un post fresco fresco di arrabbiatura scritto ieri. E che palle!
In attesa che il miracolo avvenga, 2 vignette come anticipazione.
21:30
Scritto da : airens2604
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06/12/2007
It's Christmas time...
Natale è alle porte.
A pensarci bene ,dato che i panettoni occupano gli scaffali dei supermercati dalla metà di ottobre, è da un pezzo che sembra esserlo ma stavolta ci siamo quasi sul serio. Insomma,la festa delle feste è ormai vicinissima e se non fosse che è da più di un mese che non torno a casa e sto seriamente iniziando a fare il conto alla rovescia dalla contentezza,potrei anche riuscire ad infilarci un commentino acido. Mica per altro ma io al concetto di festa associo la parola riposo: correre in qua e in là come una trottola non corrisponde propriamente alla mia idea di riposo, mentre invece,chissà come mai ,si addice benissimo a quella di lavoro. Alla luce di questo sarà facilissimo capire perché non serva che io mi soffermi sull’argomento natalizio per eccellenza: i regali. Già so che li comprerò all’ultimo minuto; non sia mai che io possa snaturarmi perdendo una così cattiva e consolidata abitudine…
A togliermi il sonno in quel periodo non sarà tanto il fatto che una mia amica alla messa di mezzanotte mi dirà la classica frase di rito :”Ecco,anche quest’anno senza ragazzo”(e a S.Valentino che facciamo?Suicidio collettivo delle non fidanzate?!?)o che il pomeriggio del 25 dicembre gli amici con cui vado al cinema mi costringeranno a regalare 6 euro di biglietto a De Sica o a Boldi,no: il mio cruccio saranno i parenti. E per fortuna che una metà li ho in Sardegna…in teoria non dovrei nemmeno lamentarmi. In teoria.
Se solo penso al pranzo a casa di mia zia che inizia a chiedermi se ho il fidanzato(aridaje),che insiste per farmi mangiare fino a scoppiare a tutti i costi,che si lamenta della figlia trovandole tutti i difetti possibili immaginabili di questo mondo,mi viene l’orticaria. Se poi penso anche a quando cercherò di trovare una scusa per non andare e mia madre mi risponderà nel giro di un microsecondo:”Non ci provare” mi prende lo sconforto. Di fronte a una prospettiva del genere perfino l’esistenza di Claudio Santamaria
,e cioè uno che riuscirebbe tranquillamente a farmi confessare di essere stata una fan dei Backstreet Boys
di mia spontanea volontà senza nemmeno mettermi sotto tortura,può bastare a farmi tornare il sorriso.
Che nessuno mi venga a dire che a Natale siamo tutti più buoni:una che di cognome fa Natali e c’ha pure il nome che significa pace in greco,se seguisse questa logica sarebbe perennemente bella che fregata da un pezzo. E comunque sappiate che io l’aria natalizia la respiro a pieni polmoni. Siccome è Natale,anche io sono per il volemose bbene:
di quelle 2/3 persone che ho segnato sul libro nero infatti, non dico più che se potessi gli metterei un
petardo come supposta ma solo che le prenderei,le legherei a un palo,le spargerei di miele e le farei mangiare dalle formiche o al massimo che mi riterrò una persona soddisfatta quando le avrò come zerbini davanti alla porta di casa. Direi che come perdono,spirito di solidarietà e amore verso il prossimo come se fosse me stessa non c’è male.
Ultima cosa: io pretendo che il 2008 sia l’anno del toro. Se ripenso al 2007,anno in cui i miei fragili nervi sono stati scossi da una serie di violenti terremoti emotivi, e a inizio gennaio un Fox qualsiasi ha il coraggio di dire in televisione che il 2008 inizia sottotono,che la congiunzione dei pianeti non sarà buona come quella dell’anno precedente,io rispolvero l’urlo delle grandi calamità e in un impeto di follia sono capace di mandargli impacchettato a casa l’angioletto della Thun di mia madre con allegato cd tarocco con le musiche di balli di gruppo latino-americani.E giuro che lo faccio.
01:15
Scritto da : airens2604
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11/11/2007
.....
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Quella sopra espressa non è pazzia,non è istituto di igiene mentale in attesa ma un urlo liberatorio. Da piccola aprivo la finestra di casa e mi scaricavo in libertà:davanti a me una campagna senza fine...adesso ho palazzi e gente che si affaccerebbe guardandomi incredula...
Come si fa a tenere la vita fuori e concentrarsi?
Dove la trovi l'energia se la mattina ti guardi allo specchio e ti vedi uno schifo?Che confusione...(ps:il primo che confessa di aver finito mentalmente la frase con "Sarà perchè ti amo" è ufficialmente bannato dal blog!)
Avete appena assistito a "Paturnie irenesche";le normali trasmissioni riprenderanno a breve. Ci scusiamo per il rompimento arrecato.
19:25
Scritto da : airens2604
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19/10/2007
Io proprio non ce la faccio
Vorrei dire tante cose ma proprio non ce la faccio.
Prima c'è stata la strumentalizzazione mediatica di Garlasco,poi è stata la volta dei bamboccioni,poi dei sardi che violentano perchè sono gelosi per loro stessa natura(come a dire:sono fatti così...che ci volete fare),oggi la legge Levi-Prodi:mi sono indignata e ogni volta avrei voluto dire qualcosa ma non riesco a buttare giù nemmeno una riga.
E' più forte di me.
22:55
Scritto da : airens2604
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06/09/2007
Vacanze
Tremate tremate,le streghe son tornate!
No no,tranquilli; il sole di agosto,ammesso che fosse possibile, non mi ha dato alla testa:parlo al plurale perché un tale Pirandello sosteneva che ognuno di noi fosse uno e centomila e quindi io sono tornata con tutte le mie identità. Certo, lo stesso tale era anche dell’idea che alla fin fine fossimo nessuno ma,pur condividendo,la faccenda mi risulta inquietante e io mi autorizzo a glissarla alla grande.
Non è che io non abbia scritto niente nell’ultimo mese perché ero dispersa in chissà quale paradisiaco atollo tropicale ma perché anche il mio computer ha deciso di godersi il meritato riposo fino a quando un mio carissimo amico è venuto a casa per salvargli la vita prima che io,grande esperta di tecnologie quale sono,passassi direttamente alle maniere forti:volo dalla finestra.
Appena il mio amico l’ha acceso ha detto:” Ne ho già formattati 2 con questo virus”. Panico. La grande esperta si è calmata solo quando Alessandro le ha ricordato che le memorie esterne non sono un miraggio di un lontano futuro ma qualcosa di già esistente.
Comunque le vacanze sono andate bene e,a parte convincere una mia amica ad uscire a tutti i costi con un tipo per poi fare immediatamente dietrofront quando mi sono accorta che al posto del principe azzurro aveva trovato il solito buzzurro,non ho combinato danni. Però ho capito una cosa:se con gli studi dovesse andare male la mia strada non è di sicuro l’apertura di un’agenzia matrimoniale.
Si è inoltre verificato un evento che,udite udite,non accadeva da 9 anni(no,siete fuori strada;non mi sono trovata il ragazzo!):la sottoscritta è andata ad un matrimonio. Accadde l’11-8-2007. Incastrata da mia madre con la classica scusa del “Tu hai già il vestito,io invece devo comprarmi tutto e ci partono un sacco di soldi” non ho potuto opporre resistenza(cosa potevo obiettare all’argomento euri che scarseggiano?)e mio malgrado ho accettato di acchittarmi decentemente. Vi assicuro che vestito e tacchi alti sono quanto di più distruttivo possa concepire la mente di una abituata a jeans e scarpe da ginnastica.
Premessa: io ho un sacco di pregiudizi sul matrimonio. Non è che io ce l’abbia con l’istituzione ma con la facciata di superficialità a cui lo relega la nostra società. Che le case di cosmesi,parrucchieri ed estetiste guadagnino puntando sulla componente narcisistica della donna,sul suo bisogno di sentirsi bellissima,normalmente non mi provoca particolari scompensi ma che questo accada nel giorno in cui ci si impegna a costruire una cosa importante come una famiglia mi fa ribollire il sangue(anche se mi viene il dubbio che illuderci di essere principesse per un giorno serva ad addolcirci la pillola) . Per non parlare poi degli album di fotografie che sembrano avere tutti una pretesa di unicità e poi sono tutti uguali:sposa allo specchio,sul letto,alla finestra,foto al parco,foto davanti alla fontana.
Ma poi,a dirla tutta,che caspita ci sarà da festeggiare…beata incoscienza!
Molto probabilmente io,se continuo pensarla così,non mi sposerò mai ma se dovessi trovare un aspirante suicida con l’ambizione della beatificazione,non andrò all’altare vestita da bomboniera. Voglio che la gente sia concentrata su quello che sto facendo,non sul mio aspetto,punto.
Detto questo non è difficile immaginare il mio umore quel giorno.
Ho avuto come la velata impressione che le maggiori preoccupazioni degli invitati fossero state“Come mi vesto?” e “Quanti soldi metto nella busta?”.
Diciamo pure che in queste occasioni,una volta visto quant’è bella oggi la sposa,in chiesa non resta che:
1)pensare al momento dell’aggreppiamento
2)stilare la classifica degli invitati peggio vestiti per far trascorrere più velocemente la funzione
3)fare mentalmente il conto dei soldi ricevuti in regalo dagli sposi
Personalmente ho iniziato a ricredermi quando mi sono accorta che ci avrebbero risparmiato il famigerato soprammobile attirapolvere(ammetto che anche le ostriche del buffet hanno contribuito non poco ad abbassare il livello di disfattismo),ho anche pensato che ero la solita acida e che in fondo non era così male come credevo. Questo fino al taglio della torta. Al termine della cena l’animatore ha chiesto agli invitati di andare in giardino,dove sarebbe stata portata appunto la torta, le luci sono state spente,poi colonna sonora di Ghost in sottofondo e sposi che scendono la scalinata con tanto di fuochi da terra ai loro lati. Si,tutto bellissimo,anche se io dal basso del mio cinismo mi sono rovinata la scena pensando:”E se il vestito della sposa prende fuoco?”. Alla fine della canzone…..fuochi in aria!!!Non ci potevo credere!E non nel senso che trovavo il tutto da favola ma esagerato e,nonostante fossero solo 7/8 botte, anche di cattivo gusto.
Ed è stato così che dalla quasi rivalutazione dell’abito da bomboniera ho pensato solennemente:”Io piuttosto all’altare ci vado in giacca e cravatta”.
00:35
Scritto da : airens2604
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